Bergamo Film Meeting: una 35° edizione nel segno di Miloš Forman

locandina bfm 2017

È la retrospettiva integrale dedicata al regista ceco Miloš Forman il fiore all’occhiello del 35° Bergamo Film Meeting che si inaugura venerdì 10 alle 21 al Teatro Donizetti con la proiezione di “Amadeus – Director’s Cut”, la versione del 2002 del celebre lungometraggio del 1984 sulla rivalità tra Salieri e Mozart che vinse otto premi Oscar. In precedenza nel ridotto del teatro sarà inaugurata la mostra “I costumi da Oscar di Theodor Pištek – La ribellione e lo sfarzo nei film di Miloš Forman”. Dal giorno seguente, fino a domenica 19, il Bfm (www.bergamofilmmeeting.it) entrerà nel vivo nella sua sede consueta dell’Auditorium di piazza della Libertà e al Cinema San Marco. L’impianto della manifestazione è collaudato nelle sue sezioni: una “Mostra concorso con sette lungometraggi in prima italiana votati dal pubblico, i documentari “Visti da vicino”, le due retrospettive, “Europe, Now” con le personali di tre registi europei, un focus sull’animazione (quest’anno la giovane regista estone Chintis Lundgren) e gli eventi speciali. In concorso ci sono film da Equador, Francia, Germania, Svezia, Olanda e Polonia, quasi tutti opere prime. Da segnalare: il thriller ambientato in una Camargue estiva “Toril” di Laurent Teyssier con Vincent Rottiers che era già in “Dheepan”; “Voir du Pays” di Delphine e Muriel Coulin (già autrici di “17 anni”), già passato a Cannes, sulla “decompressione” di due soldatesse di ritorno dalla guerra in Afghanistan per alcuni giorni in un hotel; la favola eccentrica, che può ricordare “The Elephant Man” di David Lynch, “The Giant” di Johannes Nyrholm con un uomo con una rara deformità che è un asso nelle bocce. Anche i 14 documentari, inediti in Italia, provengono in gran parte dal Vecchio Continente. In anteprima assoluta c’è “Fame” di Giacomo Abbruzzese e Angelo Milano sulla storia di uno dei più importanti eventi di Street art, il Fame Festival. Interessanti due film romeni: il grottesco “Hotel Dallas” su un oligarca che negli anni ’80 si costruì un albergo sul modello della celebre serie tv, al tempo l’unica in onda a Bucarest, e la delicata esplorazione dei rapporti familiari di “A Mere Breth” di Monica Lazurean-Gorgan. Molto spazio avrà la retrospettiva Forman, che in carriera ha vinto premi a Cannes e Berlino e 13 Oscar totali con i suoi lavori, con la pubblicazione di un volume, una tavola rotonda e la proiezione di tutti e 17 i suoi lungometraggi, dai più celebri (“Gli amori di una bionda”, “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, “Hair”, “Larry Flint” e “Man On The Moon”) ai meno noti, dal 1964 al 2009. Associato a Forman è il recupero di una rarità, il mediometraggio “Motsart i Sal’eri – Mozart e Salieri” (1962) del sovietico Vladimir Gorikker. Altra retrospettiva quella sullo sceneggiatore e scrittore Jean-Claude Carrière, che ha scritto tre film con Forman (“Taking Off”, “Valmont” e “L’ultimo inquisitore”) e molti per altri, inclusi “Il fascino discreto della borghesia” di Luis Bunuel, “Io e la donna” di Pierre Etaix e “Danton” di Andrzej Wajda. I tre registi omaggiati in “Europe, Now” sono invece la francese Dominique Cabrera (“Nadia e gli ippopotami”), il greco Thanos Anastopoulos (“Correction”, “I kori – La figlia” e “L’ultima spiaggia”, documentario in coregia con il triestino Davide Del Degan e presentato fuori concorso a Cannes nel 2016) e l’islandese Dagur Kari (“Noi albinoi” e “Fusi – Virgin Mountain”). Ancora l’anteprima di “Chirurgo ribelle” del bergamasco-svedese Erik Gandini (“Videocrazy” e “La teoria svedese dell’amore”) e il Premio Giulio Questi 2017 intitolato a un grande regista bergamasco e rivolto a videomaker che non abbiano ancora superato i 27 anni d’età. Immancabile la Fantamaratona venerdì notte con i licantropi: “The Wolf Man – L’uomo lupo” (1941) di George Waggner con Lon Chaney jr. e “The Company Of Wolf – In compagnia dei lupi” (1984) di Neil Jordan con Angela Lansbury. Sabato 18, dopo la premiazione, sarà riproposto in versione restaurata un classico della risata, “Infedelmente tua” (1948) di Preston Sturges con Rex Harrison.
Nicola Falcinella

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