FESTIVAL DE CANNES

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Per la prima volta una coppia di presidenti di giuria, Joel ed Ethan Coen. Quasi due terzi dei 19 titoli in concorso divisi tra Francia (5), Usa (4) e Italia (3). È il 68° Festival del film di Cannes in programma dal 13 al 24 maggio. Una competizione per la Palma d’oro con diversi nomi noti (anche se solo Nanni Moretti e Gus Van Sant hanno già vinto) e alcuni debuttanti, ma anche con parecchi big “relegati” alla sezione parallela Un certain regard o nei fuori concorso. Tra questi ultimi il filippino Brillante Mendoza, la giapponese Naomi Kawase, il thailandese Apichatpong Weerasethakul (vincitore con “Lo zio Boonmee che rivede le sue vite precedenti”) e l’altro giapponese Kurosawa Kiyoshi.

Per la prima volta è una donna, la francese Emmanuelle Bercot, a inaugurare con “La tête haute”. E per la prima volta a una donna, la grande Agnès Varda, andrà la Palma d’oro d’onore per i cineasti insigni che mai hanno vinto il Festival: prima di lei l’onore è stato riservato solo a Woody Allen (2002), Clint Eastwood (2009) e Bernardo Bertolucci (2011).

Nella giuria spiccano gli attori con Rossy de Palma, Sophie Marceau,
Sienna Miller e Jake Gyllenhaal, poi lo scrittore e compositore Rokia Traoré dal Mali
e i registi Guillermo del Toro e Xavier Dolan, probabilmente il più giovane giurato nella storia dei grandi festival.
La competizione vede in prima linea la pattuglia italiana, tutti e tre in qualche modo già premiati a Cannes. Nanni Moretti porta “Mia madre”, già uscito in Italia; Matteo Garrone, due volte Gran Prix per “Gomorra” e Reality”, presenta “Il racconto dei racconti”; Paolo Sorrentino, già premio della giuria con “Il divo”, è atteso dopo l’Oscar con “Youth – La giovinezza”.
Nomi illustri in competizione sono il ritrovato Hou Hsio Hsien (“The Assassin”), Todd Haynes (“Carol” con super cast), Jia Zhang-ke (“Mountains May Depart”), Jacques Audiard (“Dheepan”), il già citato Van Sant (“The Sea Of Trees”) e Hirokazu Kore-Eda con “Our Little Sister”). Jia Zhang-ke riceverà anche la Carrosse d’Or della parallela sezione Quinzaine des realizateurs. In cerca di conferme Maiwenn (già premiata al debutto con “Polisse”) che presenta “Mon roi” e Valérie Donzelli (“La guerra è dichiarata”) con “Marguerite et Julien”.
Debuttante illustre è Laszlo Nemes, aiuto del grande Bela Tarr, con “Saul fia – Il figlio di Saul”. Parecchie le novità in concorso, tra queste “Cronic” di Michel Franco (vincitore di Un certain regard nel 2012 con “Despues Lucia”), “Louder Than Bombs” del norvegese Joachim Trier (“Oslo, 31 agosto”), “Valley of Love” di Guillaume Nicloux con la coppia Isabelle Huppert – Gérard Depardieu. il futuristico e metaforico “The Lobster – L’aragosta” del greco Yorgos Lanthimos (“Kynodontas”, “Alpeis”), Denis Villeneuve (“La donna che canta”, “Prisoners”) con “Sicario”, l’atteso “Macbeth” di Justin Kurzel, “La loi du marché” di Stéphane Brizé
Sono 19 anche i selezionati in Un certain regard, con una presenza asiatica molto forte. L’apertura è “AN” di Naomi Kawase e c’è l’italiano che lavora negli Usa Roberto Minervini con “Louisiana – The Other Side”, noto per il bel “Stop the Pounding Heart”. Molto attesi soprattutto gli asiatici “Gracia
Taklub” di Brillante Mendoza,
”Cemetery of Splendour” di Apichatpong Weerasethakul
e ”Kishibe no tabi” di Kurosawa Kiyoshi. Da tenere d’occhio i due romeni Radu Muntean (“The Paper Will Be Blue”) con “Un etaj mai jos – L’etage du dessous” e Corneliu Porumboiu (noto per “A est di Bucarest”) con “Comoara – Le tresor” e ”Lamb”, opera prima dell’etiope Yared Zeleke,

Fuori concorso quattro titoli molto attesi: “Irrational Man” di Woody Allen, il ritorno del cult “Mad Max: Fury Road” di George Miller e le animazioni “Il piccolo principe” di Mark Osborne (in Italia il 3 dicembre) e “Inside Out” di Pete Docter e Ronaldo Del Carmen. Tra le “Proiezioni speciali”, “Une histoire de fou” di Robert Guédiguian, il ritorno di Souleymane Cisse con “Oka”, l’esordio registico di Natalie Portman con “Sipur al ahava ve choshech – Une histoire d’amour et de tenebres” e “Amnesia” di Barbet Schroeder. Infine le proiezioni di mezzanotte che promettono scandali con “Love” di Gaspar Noé (“Irréversible”, “Enter the Void”).

La Quinzaine des realizateurs vanta quest’anno un programma da fare invidia alla selezione ufficiale, ma ancora una volta non prevede titoli italiani. Apre “L’Ombre des femmes” di Philippe Garrel. Spiccano le sei ore, divise in tre parti, di “Arabian Nights – As mil e uma noites” del portoghese Miguel Gomes (noto per “Tabù”). Tra I titoli “A Perfect Day” di Fernando León de Aranoa, “Allende mi abuelo Allende” di Marcia Tambutti, “Fatima” di Philippe Faucon, “Gokudo daisenso (Yakuza Apocalypse: The Great War of the Underworld)” di Takashi Miike, “Green Room” di Jeremy Saulnier, “Much Loved” di Nabil Ayouch, “Peace to Us in Our Dreams” di Sharunas Bartas”, “Le Tout Nouveau Testament” di Jaco Van Dormael e “Trois souvenirs de ma jeunesse” di Arnaud Desplechin

Fuori concorso nella Semaine de la critique, riservata alle opere prime e seconde, il film di debutto dell’attore Louis Garrel, “Les deux amis”. Garrell è anche protagonista insieme con Golshifteh Farahani e Vincent Macaigne, da una sceneggiatura liberamente ispirata a “Caprices de Marianne” di Alfred de Musset e scritta con Christophe Honoré. Tra i film più attesi della sezione “Les anarchistes”, secondo film di Elie Wajeman (“Alyah”) con Tahar Rahim e Adèle Exarchopoulos, “Paulina” dell’argentino Santiago Mitre e la coproduzione italiana “Mediterranea” di Jonas Carpignano.

Nicola Falcinella

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