Gli zombie di Jarmusch aprono Cannes 72, che ha Agnès Varda sul manifesto

locandina cannes

Con un’immagine di Agnès Varda, ritratta sul set del suo primo film “La Pointe Courte” (1955), sul manifesto, è tutto pronto a Cannes per l’inizio della 72° edizione del Festival del cinema. Tra i 21 lungometraggi in gara ci sono quattro registe donne, cinque registi già vincitori della Palma d’oro, sei alla prima volta in concorso e due opere prime.
L’apertura è con “The Dead Don’t Die” di Jim Jarmusch, film di zombie d’autore con Adam Driver, Bill Murray, Selena Gomez, Tilda Swinton, Danny Glover, Iggy Pop e Tom Waits.
L’unico italiano è “Il traditore” di Marco Bellocchio con Pierfrancesco Favino nel ruolo del pentito di mafia Tommaso Buscetta. Bellocchio è un veterano della Croisette, ci ha portato alcuni dei suoi film più belli, da “L’ora di religione” a “Vincere”, ma non ha mai raggiunto la Palma. Il premio è sempre sfuggito anche a Pedro Almodovar, in lizza con “Dolor y gloria”. Entrambi i film saranno nelle sale italiane in contemporanea con la proiezione festivaliera. Non mancano i film sulla carta interessanti, mentre la Palma d’oro alla carriera andrà al mito Alain Delon .
Grande attesa c’è per due ritorni, “Once Upon a Time… in Hollywood” di Quentin Tarantino e “Mektoub, My Love: Intermezzo” di Abdellatif Kechiche, autori consacrati e sempre sotto esame. Lo stesso vale per “A Hidden Life” di Terrence Malick, di nuovo in gara dopo “The Tree of Life”. Per la Palma corrono anche “Sorry We Missed You” di Ken Loach, “Gisaengchung Parasite” di Bong Joon-ho, “Le jeune Ahmed” di Jean-Pierre e Luc Dardenne, “Roubaix, une lumière – Oh Mercy!” di Arnaud Desplechin, “Matthias et Maxime” di Xavier Dolan e “It Must Be Heaven” di Elia Suleiman. Un po’ meno noti fuori dal circuito festivaliero gli altri: “The Wild Goose Lake” di Diao Yinan, “La Gomera – The Whistlers” di Corneliu Porumboiu, “Atlantique” di Mati Diop, “Little Joe” di Jessica Hausner, “Les Misérables” di Ladj Ly, “Bacurau” di Kleber Mendonça Filho e Juliano Dornelles, “Frankie” di Ira Sachs, “Portrait de la jeune fille en feu” di Céline Sciamma e “Sibyl” di Justine Triet
La sezione parallela Un certain regard ospita l’animazione italiana “La famosa invasione degli orsi in Sicilia”, esordio del fumettista Lorenzo Mattotti dal racconto di Dino Buzzati. L’apertura è per “La femme de mon frère” di Monia Chokrì e, con diverse opere prime e seconde, sono da segnalare “Jeanne” di Bruno Dumont, “Chambre 212” di Christophe Honoré, “O que arde – Fire will come” di Oliver Laxe, “Liberté” di Albert Serra e “Dylda” del russo Kantemir Balagov, che si era già fatto apprezzare con l’esordio “Tesnota”.
Fuori competizione ci sono “Les plus belles années d’une vie” di Claude Lelouch, “La belle époque” di Nicolas Bedos (già noto per “Un amore sopra le righe”, oltre che come attore), “Diego Maradona” di Asif Kapadia o “Too Old to Die Young” di Nicolas Winding Refn. Come Proiezioni di mezzanotte “Lux aeterna” di Gaspar Noé e “The Gangster, the Cop, the Devil” del coreano Lee Won-Tae. Completano la selezione ufficiale le proiezioni speciali, tra le quali “Tommaso” di Abel Ferrara, “Family Romance, LLC.” di Werner Herzog, “La cordillera de los suenos” di Patricio Guzman, “Living and knowing you are alive” di Alain Cavalier, “Chicuarotes” di Gael Garcia Bernal e “Que sea ley” di Juan Solanas.
La 51° Quinzaine des realisateurs è da quest’anno diretta dal bresciano Paolo Moretti e presenta in evidenza “The Staggering Girl” di Luca Guadagnino e una Masterclass di Robert Rodriguez accompagnata dalla proiezione di “Red 11”. Film d’apertura della sezione sarà “Le Daim – Deerskin” di Quentin Dupieux e in chiusura ci sarà “Yves” di Benoît Forgeard. Tra i titoli più interessanti della Quinzaine si annunciano “Ang Hupa – The Halt” del grande filippino Lav Diaz, “Ghost Tropic” di Bas Devos, “Hatsukoi – First Love” di Takashi Miike, “Dogs Don’t Wear Pants” di Jukka-Pekka Valkeapää, “The Lighthouse” di Robert Eggers, “Lillian” di Andreas Horvath, il documentario “On va tout péter – Blow It to Bits” di Lech Kowalski, “The Orphanage” di Shahrbanoo Sadat, “Une fille facile – An Easy Girl” Rebecca Zlotowski e “Zombi Child” di Bertrand Bonello.
Nessun italiano, infine, è stato selezionato tra le sette opere prime e seconde della 58° Semaine de la critique.
Nicola Falcinella

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