Silenzio in sala, partono le 35° Giornate del cinema muto a Pordenone

Da qualche anno sono uscite dalla ristretta cerchia degli appassionati e degli specialisti per diventare, un po’ come il quasi gemello Cinema ritrovato di Bologna, uno dei festival italiani di cinema più internazionali, curiosi, amati e prestigiosi. Le Giornate del cinema muto di Pordenone inaugurano stasera la loro 35° edizione e propongono, fino a sabato prossimo, un ricco calendario di proiezioni al Teatro Verdi e al Cinemazero e di incontri (tutte le informazioni www.giornatedelcinemamuto.it). L’apertura è con due eventi speciali, “A propos de Nice” (1930) di Jean Vigo e “The Misterious Lady” (1928) di Fred Niblo. Per otto giornate un programma di perle e autentiche rarità, dagli albori del cinema agli anni ’30, quasi tutti proposti con accompagnamento musicale dal vivo. Dal “Cinema delle origini” a “Shakespeare 400” (un anniversario inaugurato da “Re Lear”, “Il mercante di Venezia” e “Romeo e Giulietta di Gerolamo Lo Savio tra il 1910 e il 1912), il “Canone rivisitato” (apre “Geheimnisse einer Seele” di Georg W. Pabst del 1926, ma ci sono anche “La caduta della dinastia Romanov” di Esfir Shub del 1927 e “Nanà di Jean Renoir del 1926), un omaggio al pioniere milanese Luca Comerio, un immancabile evento speciale dedicato a Buster Keaton (“Neighbors” e “The Ballonatic”), “Sinfonie delle città”, “Le origini del western”, riscoperte da parte di tante cineteche, un ampia retrospettiva sui primi decenni del cinema in Polonia, tra fiction e non fiction, compreso il popolare “Pan Tadesz” di Ryszard Ordynski del 1928. Particolarmente curiosa la racconta “Venezia 120” con le vedute Lumière della città nel 1896 e il pomeriggio dedicato alle elezioni americane, cominciando proprio da quelle del 1896. Conclusione in bellezza sabato 8 con “Il ladro di Baghdad” (1924) di Raoul Walsh.
Nicola Falcinella

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