A Milano i film di “Cannes e dintorni”

Non c’è il film Palma d’oro, ma ha il volto di Mariangela Melato sul manifesto, “Cannes e dintorni”, la rassegna che da tradizione porta a Milano in anteprima alcuni titoli reduci dal Festival di Cannes. Alla grande attrice milanese scomparsa nei mesi scorsi è dedicata anche la serata evento di giovedì 18 alle 20.45 al Teatro Elfo Puccini con proiezione de “Il dolore”, l’ultima sua intensa interpretazione diretta da Massimo Luconi. La rassegna propone da domani fino al 18 in 11 sale cittadine (Anteo spazioCinema, Apollo spazioCinema, Arcobaleno Filmcenter, Beltrade, Colosseo Multisala, Ducale Multisala, Eliseo Multisala, Mexico, Orfeo Multisala, Palestrina, Plinius Multisala) 27 film per 50 proiezioni complessive. Sei erano in gara per la Palma d’oro, cui si aggiungono 12 presentati in altre sezioni. Manca “Dheepan” di Jacques Audiard, primo premio a sorpresa, e spicca “Son of Saul” dell’ungherese László Nemes, la rivelazione del festival, premiato con il Gran Prix dalla giuria, un potente e originale viaggio nell’inferno di Auschwitz seguendo un uomo che crede di aver riconosciuto il figlio in un ragazzo morto. C’è una proiezione speciale, mercoledì alle 18 all’Anteo, di “Mia madre” di Nanni Moretti, con la presenza dell’interprete Giulia Lazzarini. Tra il meglio del concorso due pellicole orientali: il cinese “Mountains May Depart” di Jia Zhang-ke racconta e critica la Cina di ieri, oggi e domani, il giapponese Hirokasu Kore-Eda esplora in “Our Little Sister” in sentimenti familiari con tenerezza. Presenti anche due tra i peggiori della gara, il francese “Mon roi” di Maïwenn (con Emmanuelle Bercot premiata come migliore attrice) e “The Lobster” del greco Yorgos Lanthimos, premio della giuria. Molto meglio i pastori dell’islandese “Rams” di Grimur Hakonarson (vincitore di Un certain regard), la compassione del pasticcere giapponese di “AN” di Naomi Kawase o “Trois souvenirs de ma jeunesse” del grande escluso dal concorso Arnaud Desplechin. Parecchi i “dintorni”, opere provenienti da altri festival, segno di qualche fatica nel portare i film di Cannes ma della voglia di continuare a dar seguito a una rassegna che propone anteprime o ripropone opere meritevoli. Su tutti il capolavoro restaurato “Viaggio a Tokyo” (1954) di Ozu Yasujiro, che sarà distribuito in sala da Tucker Film insieme a altri cinque lungometraggi del grandissimo regista giapponese. Tra gli altri, da segnalare il vincitore di Bergamo Film Meeting “Afterlife” dell’ungherese Virág Zomborácz e l’altro magiaro “For Some Inexplicable Reason” dell’altro magiaro Gabor Reisz pluripremiato al Torino Film Festival e il premiato di Sguardi Altrove “Ben Zaken” dell’israeliana Efrat Corem. Tre i documentari degli di nota: il tedesco “Tito’s Glass” di Regina Schilling, il cileno “Allende mi abuelo Allende” di Marcia Tambutti Allende sul nonno Salvador e il milanese “Il gesto delle mani” di Francesco Clerici, originale sguardo dentro la fonderia artistica Battaglia.

Informazioni e biglietti www.lombardiaspettacolo.com, infopoint dentro Apollo Spaziocinema.

Nicola Falcinella

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