Alla Casa del Cinema di Roma presentato il n. 199/200 di «Cabiria» dedicato a Pier Paolo Pasolini

«Cabiria», la rivista di studi cinematografici edita dal Cinit è arrivata al 200.mo fascicolo.In occasione di questo importante traguardo «Cabiria» ha voluto ricordare il centenario della nascita del proteiforme Pier Paolo Pasolini, uomo di idee, passioni, lettere e cinema sulla cui attività continuano ad essere scoperti materiali dimenticati. E proprio del suo rapporto con la Pro Civitate Christiana di Assisi e dei documenti, anche inediti, lì conservati si occupa quest’ultimo numero di «Cabiria» nella sua parte monografica, curato da Giovanni Ricci e Marco Vanelli e intitolato Pasolini in Cittadella.

In occasione delle iniziative Pasolini EXTRA promosse dalla Cineteca Nazionale presso la Casa del Cinema di Roma, tra una proiezione e l’altra dei film del maestro, di quelli da lui sceneggiati, dei suoi documentari o dei tagli imposti dalla censura alle sue opere, venerdì 11 marzo è stato presentato in anteprima Pasolini in Cittadella, alla presenza del direttore di «Cabiria» Marco Vanelli e di Francesca Angelucci, autrice di una ricerca filologica sulle varie edizioni del mediometraggio La ricotta. A moderare il Conservatore della Cineteca Nazionale Alberto Anile.

Vanelli ha illustrato le novità che il fascicolo racchiude, soprattutto i rari interventi di Pasolini durante i convegni di cinema tenuti ad Assisi negli anni Sessanta ai quali il cineasta partecipò sentendosi coinvolto nel progetto culturale che l’istituzione cristiana fondata da don Giovanni Rossi promosse nel clima del Concilio Vaticano II, un progetto volto a un dialogo proficuo con la cultura laica.

Fu proprio in quel contesto di apertura reciproca che nacque il progetto del film Il Vangelo secondo Matteo, vera espressione della sensibilità di un rinnovato impegno ecclesiale a dialogare con il mondo fino ad allora ritenuto dalle gerarchie ecclesiali solo oggetto di pastorale, non certo interlocutore e, quindi, soggetto dialogante

Il pubblico presente, particolarmente attento, ha ascoltato con interesse la rievocazione di quell’esperienza che nasceva proprio quando il precedente film di Pasolini, La ricotta, aveva ricevuto una denuncia per vilipendio della religione di Stato. Di questo in particolare ha parlato Francesca Angelucci, archivista della Cineteca Nazionale cui si deve la riscoperta della copia originale del film, senza tagli e modifiche dovute alla censura.

A maggior ragione, perciò, la proiezione del Vangelo avvenuta a Roma nell’ottobre 1964 rivolta a tutti i Vescovi del Concilio cui seguì un’anteprima parigina nientemeno che all’interno della cattedrale di Nôtre-Dame segnarono le tappe di un nuovo percorso storico che il Cattolicesimo intraprese in quegli anni di cui il cinema, e quello di Pasolini in particolare, attraverso l’attività dei cineforum (ancora oggi coordinati in tutta Italia anche dal Cinit) fu uno strumento prezioso.

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