74° Mostra di Venezia, un concorso che assegna il Leone e pensa molto all’Oscar

manifesto venezia 74

Ventuno film in concorso, in larga parte battenti quattro sole bandiere: Italia (4 film), Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna. La Mostra del cinema di Venezia edizione 74 (dal 30 agosto al 9 settembre) si presenta con tanti nomi noti, un programma anche interessante, ma che guarda molto a occidente: nel mondo tra Vienna e Vladivostok non c’è nessun film in nessuna sezione, né dell’Europa centro-orientale, né dell’ex Unione sovietica. In competizione non c’è un solo titolo di lingua slava, tedesca o spagnola, può essere l’annata particolare, ma di primo acchito è un segno che colpisce. Nel lotto ci sono due cinesi, un giapponese, un israeliano (“Foxtrot” di Samuel Maoz, già Leone d’oro per “Lebanon”) e un libanese coprodotto dalla Francia (“L’insulte” di Ziad Doueri).
Come già annunciato, l’apertura sarà affidata a “Downsizing” di Alexander Payne con Matt Damon, Christoph Waltz, Hong Chau e Kristen Wiig. Sono presenti in concorso due registi che han già vinto il Leone d’oro (Maoz e “Mother” di Darren Aronofsky, vincitore con “The Wrestler”), oltre a Frederick Wiseman (finalmente in gara con “Ex Libris – The New York Public Library”) che ha ricevuto quello alla carriera, due documentari (“Human Flow” di Ai Weiwei e Wiseman) e due opere prime (ancora Ai Weiwei e “Jusqu’a La Garde” dell’attore francese Xavier Legrand). Guardando ancora sull’atlante, mancano Africa e America Latina, negli ultimi anni spesso nel palmarès, e l’Asia c’è ma non abbonda. Ci sono gli attesi nuovi film di Abdellatif Kechiche dopo “La vita di Adele”, che con “Venus noir” tornò da Venezia a mani vuote, e Andrew Haigh (“Weekend”, “45 anni”), oltre a un ritorno gradito come George Clooney in veste di regista, un Paul Schrader annunciato ad alti livelli e diversi lavori che si prospettano interessanti. I quattro italiani sono variegati e promettenti: solo Virzì, in trasferta americana, ha già respirato l’elettricità del concorso, i fratelli Manetti cercano conferme dopo il musical di malavita “Song’e Napule”, Andrea Pallaoro dopo il bell’esordio “Medeas” e Sebastiano Riso è atteso alla prova con “Una famiglia”.
L’attenzione sembra tutta rivolta alla selezione italiana, abbondante ed ecumenica, e ai film di grido prevalentemente americani che potrebbero percorrere la carriera verso gli Oscar che per “Gravity”, “Birdman”, “Spotlight” e “La La Land” è negli ultimi anni partita dal Lido. Inseguire l’Oscar a tutti i costi, sempre che sia l’obiettivo della direzione Barbera, può garantire buoni rapporti con gli Studios ed essere un biglietto da visita ora, ma forse sul lungo termine non basta. Tra 50 anni, sempre che sarà rimasto ancora qualcuno, andranno a riguardare i vincitori del Leone e non se il vincitore delle statuette è stato presentato in prima mondiale a Venezia, Toronto, Cannes, Telluride o chissà dove. Il premio della Mostra resta il Leone ed è un peccato che nessuno quasi ricordi più il magnifico “The Woman Who Left” di Lav Diaz vincitore nel 2016 e, ancora di più, che il fallimento di Microcinema, che l’aveva acquistato, stia impedendo una distribuzione in sala di quell’opera.
Tra le tante proposte, compreso il concorso VR con opere in Virtual Reality anche di Tsai Ming-Liang e Laurie Anderson, la crescita del Cinema nel giardino, il confermato e ricco Venezia Classici, da apprezzare sul fronte italiano due presenze: “La vita in comune” di Edoardo Winspeare e l’animazione “Gatta Cenerentola” del quartetto Rak, Cappiello, Guarnieri e Sansone. Fuori concorso, tra i tanti, “Outrage Coda” di Takeshi Kitano, “Loving Pablo” di Fernando Leon de Aranoa (un altro film su Pablo Escobar), “Diva!” di Francesco Patierno su Valentina Cortese interpretata da nove attrici, “Zama” dell’argentina Lucrecia Martel (“La Cienaga”), “La Fidèle” di Michaël R. Roskam con Matthias Schoenaerts, Adèle Exarchopoulos, “Il colore nascosto delle cose” di Silvio Soldini e “The Private Life of a Modern Woman” di James Toback con Sienna Miller e Alec Baldwin.
Ora si tratta solo di aspettare un mese che la 74° Mostra apra i battenti per scoprire come saranno i film. Informazioni e programma www.labiennale.org
Nicola Falcinella

I film della 74° Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia
CONCORSO VENEZIA 74
“Human Flow” di Ai Weiwei (opera prima)
“Mother” di Darren Aronofsky (Leone d’oro con “The Wrestler”) con Jennifer Lawrence, Javier Bardem, Michelle Pfeiffer, Domhnall Gleeson, Ed Harris
“Suburbicon” di George Clooney con Matt Damon, Julianne Moore, Noah Jupe, Oscar Isaac
“The Shape of Water” di Guillermo Del Toro con Sally Hawkins, Michael Shannon, Richard Jenkins, Doug Jones, Michael Stuhlbarg, Octavia Spencer
“L’insulte” di Ziad Doueri con Adel Karam, Kamel El Basha, Camille Salameh, Rita Hayek
“La Villa” di Robert Guediguian con Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin, Gérard Meylan, Jacques Boudet, Anaïs Demoustier, Robinson Stévenin
“Lean On Pete” di Andrew Haigh con Charlie Plummer, Steve Buscemi, Chloë Sevigny
“Mektoub, My Love: Canto Uno” di Abdellatif Kechiche con Shain Boumedine, Ophélie Baufle, Salim Kechiouche, Lou Luttiau, Alexia Chardard, Hafsia Herzi
“The Third Murder” di Hirokazu Kore-eda con Fukuyama Masaharu, Yakusho Koji, Hirose Suzu
“Jusqu’a La Garde” di Xavier Legrand (già attore in “Arrivederci ragazzi” e “Les amants réguliers”, opera prima) con Denis Ménochet, Léa Drucker, Thomas Gioria, Mathilde Auneveux, Saadia Bentaïeb
“Ammore e Malavita” dei Manetti bros. con Giampaolo Morelli, Serena Rossi, Claudia Gerini, Carlo Buccirosso
“Foxtrot” di Samuel Maoz (Leone d’oro per “Lebanon”) con Lior Ashkenazi, Sarah Adler, Yonatan Shiray
“Three Billboard Outside Ebbing, Missouri – Tre manifesti a Ebbing, Missouri” di Martin McDonagh (“In Bruges – La coscienza dell’assassino” e “7 psicopatici”) con Frances McDormand, Woody Harrelson, Sam Rockwell, Abbie Cornish, John Hawkes, Peter Dinklage
“Hannah” di Andrea Pallaoro (“Medeas”) con Charlotte Rampling, André Wilms
“Downsizing” di Alexander Payne con Matt Damon, Christoph Waltz, Hong Chau, Kristen Wiig – Film d’apertura
“Jia Nian Hua” di Vivian Qu (“Trap Street”) con Wen Qi, Zhou Meijun, Shi Ke, Geng Le, Liu Weiwei, Peng Jing
“Una famiglia” di Sebastiano Riso con Micaela Ramazzotti, Patrick Bruel
“First Reformed” di Paul Schrader con Ethan Hawke, Amanda Seyfried, Cedric Kyles
“Sweet Counrty” di Warwick Thornton (“Samson and Dalilah”) con Sam Neill, Bryan Brown, Hamilton Morris, Thomas M. Wright
“The Leisure Seeker” di Paolo Virzì con Helen Mirren, Donald Sutherland
“Ex Libris – The New York Public Library” di Frederick Wiseman (già Leone d’oro alla carriera)

FUORI CONCORSO
“Our Souls at Night” di Ritesh Batra con Jane Fonda, Robert Redford
“Vittoria e Abdul” di Stephen Frears con Judi Dench, Ali Fazal, Eddie Izzard
“La Mélodie” di Rachid Hami con Kad Merad, Samir Guesmi, Renély Alfred, Youssouf Gueye
“Outrage Coda” di Takeshi Kitano con Beat Takeshi, Nishida Toshiyuki
“Loving Pablo” di Fernando Leon de Aranoa con Javier Bardem, Penélope Cruz, Peter Sarsgaard (Spagna / Bulgaria)
“Diva!” di Francesco Patierno con Barbora Bobulova, Anita Caprioli, Carolina Crescentini, Silvia D’Amico, Isabella Ferrari, Carlotta Natoli, Greta Scarano, Anna Foglietta, Michele Riondino
“Zama” di Lucrecia Martel con Daniel Giménez Cacho, Lola Dueñas, Matheus Nachtergaele, Juan Minujín
“One Wood” di Errol Morris (miniserie)
“La Fidèle” di Michaël R. Roskam con Matthias Schoenaerts, Adèle Exarchopoulos
“Il colore nascosto delle cose” di Silvio Soldini con Valeria Golino, Adriano Giannini, Arianna Scommegna, Laura Adriani
“The Private Life of a Modern Woman” di James Toback con Sienna Miller, Alec Baldwin, Charles Grodin, Colleen Camp, Carl Icahn
“Brawl in Cell Block 99” di S. Craig Zahler con Vince Vaughn, Jennifer Carpenter, Don Johnson, Udo Kier

ORIZZONTI
“Nico, 1988” di Susanna Nicchiarelli – film di apertura
“Disappearance” di Ali Asgari)
“Espèces menacèes” di Gilles Bourdos (“Renoir”)
“The Rape of Recy Taylor” di Nancy Buirski
“Caniba” di Lucien Castaing-Taylor, Verena Paravel (“Leviathan”)
“Les bienheureux” di Sofia Djama
“Marvin” di Anne Fontaine” con Finnegan Oldfield, Isabelle Huppert, Vincent Macaigne
“Invisible” di Pablo Giorgelli
“Brutti e cattivi” di Cosimo Gomez con Claudio Santamaria, Marco D’Amore, Sara Serraiocco
“The Cousin” di Ztahi Grad
“No Date, No Signature” di Alireza Khatami
“Los versos del olvido” di Vahid Jalilvand (“Un mercoledì di maggio”)
“La nuit ou j’ai nagè di oyogisugita yoru” di Manievel e Kohei
“Krieg” di Rick Ostermann
“West of Sunshine” di Jeff Rastoupulos
“Under the Tree” di Gylfi Sigurðsson
“La vita in comune” di Edoardo Winspeare
“Gatta Cenerentola” di Rak, Cappiello, Guarnieri e Sansone
NON-FICTION
“Cuba and the Cameraman” di Jon Alpert
“My Generation” di David Batty con Michael Caine
“Piazza Vittorio” di Abel Ferrara
“The Devil and Father Amorth” di William Friedkin
“This is Congo” di Daniel McCabe
“Ryuichi Sakamoto: Coda” di Stephen Nomura Schible
“Jim & Andy: The Great Beyond. The Story of Jim Carrey, Andy Kaufman and Tony Clifton” di Chris Smith
“Happy Winter” di Giovanni Totaro
FUORI CONCORSO – EVENTI SPECIALI
“Casa d’altri” di Gianni Amelio
“Michael Jackson’s Thriller 3D” di John Landis
“Making of Michael Jackson’s Thriller” (1983) di John Landis

CINEMA NEL GIARDINO
“Controfigura” di Rä di Martino con Valeria Golino, Filippo Timi, Corrado Sassi, Nadia Kounda, Younes Bouab
“Woodshock” di Kate Mulleavy e Laura Mulleavy con Kirsten Dunst, Pilou Asbaek, Joe Cole, Stephan Duvall
“Suburra – La serie” (primi due episodi)
“Tueurs” di François Troukens e Jean-François Hensgens con Olivier Gourmet, Lubna Azabal, Kevin Janssens, Bouli Lanners
“Nato a Casal di Principe” di Bruno Oliviero con Alessio Lapice, Massimiliano Gallo, Donatella Finocchiaro, Lucia Sardo
“Manuel” di Dario Albertini con Andrea Lattanzi, Giulia Elettra Gorietti, Francesca Antonelli, Raffaella Rea

BIENNALE COLLEGE
“Beautiful Things” di Giorgio Ferrero con Van Quattro, Danilo Tribunal, Andrea Pavoni Belli, Vito Mirizzi, Vittoria De Ferrari Sapetto, Andrea Valfrè
“Shaheed – Martyr” di Mazen Khaled con Carole Abboud, Hamza Mekdad, Rabih Zaher, Mostafa Fahes, Hadi Bou Ayash
Libano, 80’
“Strange Colours” di Alen Lodkina con Kate Cheel, Daniel P. Jones, Justin Courtin
Australia, 85’

VENEZIA CLASSICI
“Les baliseurs du désert / El-haimoune” (Wanderers of the Desert) [I figli delle mille e una notte] di Nacer Khemir (Tunisia, Francia, 1984, 95’, Colore)

“Batch ‘81”
di Mike De Leon (Filippine, 1982, 108’, Colore)

“Černý Petr” (Black Peter) [L’asso di picche] di Miloš Forman (Cecoslovacchia, 1963, 89’, B/N)

“Chikamatsu monogatari” (A Story from Chikamatsu) [Gli amanti crocifissi] di Kenji Mizoguchi (Giappone, 1954, 102’, B/N)

“Close Encounters of the Third Kind” [Incontri ravvicinati del terzo tipo] di Steven Spielberg (Stati Uniti, 1977, 137’, Colore)

“Daïnah la métisse”
di Jean Grémillon (Francia, 1932, 48’, B/N)
a seguire “Zéro de conduite” – giornalieri di Jean Vigo (Francia, 1933, 20’, B/N)

“Il deserto rosso” (Red Desert)
di Michelangelo Antonioni (Italia, 1964, 120’, Colore)

“Deux ou trois choses que je sais d’elle” (Two or Three Things I Know About Her) [Due o tre cose che so di lei] di Jean-Luc Godard (Francia, 1967, 87’, Colore)

“La donna scimmia” (The Ape Woman)
di Marco Ferreri (Italia, Francia, 1964, 93’, B/N)

“Idi i smotri” (Come and See) [Va’ e vedi] di Elem Klimov (Urss, 1985, 143’, Colore)

“Into the Night” [Tutto in una notte] di John Landis (Stati Uniti, 1985, 115’, Colore)

“Non c’è pace tra gli ulivi” (Under the Olive Tree)
di Giuseppe De Santis (Italia, 1950, 107’, B/N)

“Novecento” (1900)
di Bernardo Bertolucci (Italia, 1976, 317’, Colore)

“Ochazuke no aji” (Flavor of Green Tea Over Rice) [Il sapore del riso al tè verde] di Yasujirō Ozu (Giappone, 1952, 115’, B/N)

“L’oeil du malin” (The Third Lover) [L’occhio del maligno] di Claude Chabrol (Francia, 1962, 91’, B/N)

“The Old Dark House” [Il castello maledetto] di James Whale (Stati Uniti, 1933, 72’, B/N)

“The Revolt of Mamie Stover” [Femmina ribelle] di Raoul Walsh (Stati Uniti, 1956, 93’, Colore)

“Sanshō dayū” (Sansho the Bailiff) [L’intendente Sansho] di Kenji Mizoguchi (Giappone, 1954, 126’, B/N)

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