30° Fescaaal, un premio per due

d2c2bdde-d17c-4c46-89c7-eb98e0b51a43

Si è concluso con un premio ex-equo il 30° Fescaaal, il Festival del cinema africano, d’Asia e America Latina di Milano. Il cileno Lina from Lima” di Maria Paz Gonzalez e il kenyano “Softie” di Sam Soko si sono aggiudicati il Premio Comune di Milano miglior lungometraggio Finestre sul Mondo tra i 10 titoli in lizza. Il Premio del Pubblico è invece andato al guatemalteco “Nuestras madres” di César Diaz. La manifestazione si è svolta su MyMovies.it e tutti i film premiati resteranno in programmazione sulla piattaforma fino alla mezzanotte di lunedì 29. Il premio di Miglior cortometraggio africano è stato assegnato al ghanese Da Yie” di Anthony Nti e il premio Miglior film della sezione Extr’A a Los oceanos son los verdaderos continentes” di Tommaso Santambrogio.

Se di “Softie” abbiamo già scritto, “Lina from Lima” racconta di una donna peruviana che lavora in Cile. Sembra stia per tornare a casa, dove ha un figlio, per Natale. Intanto si occupa di predisporre una villa per i nuovi proprietari e ultimare gli ultimi lavori, come la piscina. E i suoi momenti di evasione sono con la fantasia in numeri musicali molto vari. Il film cerca di esplorare l’identità divisa della protagonista, le diverse tensioni che la pervadono, ma, a parte la bravura dell’interprete, la cosa sembra restare più tra le intenzioni che avere un reale sviluppo e l’insieme resta un po’ frammentario.

Il pubblico ha scelto bene con “Nuestras madres” di César Diaz, un dramma intenso, coinvolgente e toccante che racconta una ricerca di giustizia, che ricorda casi simili in altre parti del mondo – dal Sudafrica al Rwanda, dalla Bosnia al Cile – senza scopiazzare, ma con un vibrante impegno civile. Ernesto è un antropologo forense che vive con la madre Cristina e ha perso il padre guerrigliero, ucciso e fatto sparire dalla dittatura negli anni ’80. L’uomo lavora giornalmente a fianco degli inquirenti per fare luce sul passato, ritrovare vecchie fosse comuni, identificare i resti, individuare gli scomparsi e cercare una verità sempre nascosta e negata. Lo fa sia per ragioni di storia personale sia per dare un futuro di giustizia e pace al Guatemala. Qualcosa scatta quando al suo ufficio si presenta Nicolosa, una donna del villaggio di San Cristobal che vuole sapere del marito ucciso nel 1982 e gli presenta una foto dove Ernesto riconosce il proprio padre. Il film ricostruisce i lunghi procedimenti per avere i permessi per scavare e indagare, i mille ostacoli alla giustizia, sottolinea l’importanza della ricerca paziente, delle testimonianze e dei processi. La pazienza e la testardaggine contro la prepotenza e l’omertà. Bella in particolare l’intensa successione dei primi piani delle donne del villaggio che hanno perso mariti e familiari.

I protagonisti di “Da Yie – Buona notte” sono i ragazzini Prince e Matilda, amici e compagni di gioco. Il primo è timido e teme le arrabbiature della madre, la seconda è energica, convincente e ha tanta voglia di scoprire il mondo. Così si lasciano incantare da Bogah, uno “straniero” con una macchina grande”, che li porta a vedere il mare e tanti altri luoghi. Sembra una breve e piacevole avventura, ma l’uomo fa parte di una banda losca. Un corto energico come i due convincenti protagonisti.

Los oceanos son los verdaderos continentes” è un cortometraggio realizzato durante un laboratorio con Lav Diaz a Cuba. Una storia d’amore tra due trentenni venata di malinconia e divisa in un porzioni stilisticamente diverse. Bella la fotografia in un bianco e nero pastoso.

Nicola Falcinella

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>